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In seguito ai 5 colloqui gratuiti, a seconda di ciò che emergerà, potremmo proporti un percorso di psicoterapia individuale o la partecipazione ad un gruppo in cui, nel rispetto della riservatezza, potrai confrontarti con altri uomini con difficoltà simili alle tue.

In un clima di ascolto e non giudizio, sarà possibile ripercorrere la storia delle tue relazioni e i comportamenti messi in atto. Sappiamo che non è semplice parlare di sé, della propria storia, delle proprie emozioni, timori. Di fronte ad una persona che non si conosce e ci chiede di raccontare cose, alcune delle quali forse mai raccontate a nessuno.

Può esserci diffidenza, timore di aprirsi. Se questo è complesso per tutte le persone, può esserlo ancora di più per gli uomini. Viviamo in una società, infatti, che insegna fin da piccoli ai maschi che non devono piangere, sennò rischiano di essere identificati come “femminucce”, che devono farcela a superare le difficoltà, di qualsiasi tipo esse siano, per quanto complesse e pesanti esse siano, da soli.

 

Esprimere la propria tristezza o i propri dubbi , spesso viene malvisto, quasi indicato come cosa “non virile”.

 

 

Ma cosa significa essere virili?

E così, fin da piccolissimi, si incoraggiano i maschi ad essere dei super eroi, a non piangere, ad essere forti, ad essere il pilastro su cui le altre persone (ad esempio la compagna) si reggono. Come se anche loro, anche noi, non avessimo bisogno di essere ascoltati e sostenuti.

Spesso l’unica emozione che ci viene in qualche modo concesso di provare o esprimere, è la rabbia.  E a questa ci abbandoniamo, senza valutare le conseguenze sugli altri.

Addirittura da un lato viene considerata normale, fin da bambini, l’aggressività.
è un maschio! viene spesso detto. Si invocano addirittura spiegazioni genetiche, senza considerare che noi viviamo in un ambiente, familiare, sociale, che fin dall’inizio ci “insegna” cosa significa essere maschi. Le emozioni le provano sia gli uomini che le donne e sono le stesse: rabbia, vergogna, imbarazzo, paura, felicità. Certe emozioni è più difficile per noi esprimerle non perché siamo diversi dalle donne a livello genetico ma perché la nostra cultura ci impone, ci indica quali sono le emozioni “femminili” e quali quelle “maschili”.

 

 

Le emozioni non hanno sesso e imparare ad esprimerle e gestirle tutte è fondamentale per la libertà individuale di pensiero ed emotiva.

 

Non ci rendiamo conto che tutto questo attribuire fin dalla nascita ai bambini caratteristiche di “forza”, “aggressività”, impassibilità di fronte alle difficoltà dell vita, è estremamente limitante e fonte di ostacoli, man mano che si cresce e aumenta la complessità della vita.

La rabbia rappresenta solo una dell’ampia gamma di emozioni che proviamo e possiamo provare; non riconoscere o poter esprimere le altre ci rende poco consapevoli di noi stessi e maggiormente in difficoltà nel gestire i rapporti.

Spesso abbiamo una serie di aspettative circa la vita di coppia, l’essere compagno, l’essere padre, di cui non siamo consapevoli, che derivano dalla storia della nostra infanzia. Aspettative che possono non essere quelle della nostra compagna. Forse ciò che facciamo la fa soffrire. Non riusciamo a comprenderne il perché, o le conseguenze che ciò può avere su di lei. Oppure ce ne rendiamo conto, ma sentiamo che è “più forte di noi”, non riusciamo a gestire le nostre emozioni , e facciamo cose di cui poi ci pentiamo e di cui ci sentiamo in colpa.

Sono tante le cose di cui possiamo parlare.

Senza giudizio, ma per capire insieme come puoi essere, davvero, un uomo migliore.

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